dalla mia vita senza_ancora

By: sunoversea39@gmail.com

Sep 19 2014

Category: Uncategorized

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…Non sarà lancinante e breve. Sarà dolce e lungo. Ricorda che quello che dai loro non lo togli a te, incolli, non tagli. Quindi condividi. Non temere. Ci sono cose che è meglio non dare, ma le riconoscerai da te. L’orgoglio, la dignità potrai darle per gioco. Potrai dimostrarti generoso concedendone sottilissimi lembi. Cantare stonato, ballare fuori tempo, rideranno. E riderai con loro. Quella magia del farle ridere è un poco scontata, ma come i cliché, è vera. Deve aver qualcosa a che fare con l’aprire. Quando si dilania la loro bocca si allarga anche uno spiraglio in noi. Più piccolo per fortuna, ma abbastanza per lasciar passare più luce, più ossigeno. Da una certa distanza, con una precisa angolazione le donne sono divertenti. Non è vero che ruota tutto attorno all’amore. Il vero cardine è il divertimento. Farle divertire e divertircisi. Camminare sguaiati per strada in una città affollata dove non c’è anima viva. Fare il bagno nudi, farci l’amore. Parlare, parlare, parlare. Tutto il resto che chiamiamo amore è il costo da pagare. L’affetto, la gelosia, lavare i piatti subito, l’attesa sotto casa, gli sguardi degli altri, la totale incompatibilità dei nostri due sessi sono il prezzo da pagare. Trovarsi e perdersi, il terrore di rivolgere loro la parola. Chiamare non chiamare, l’odio, la noia, sono tutti sentieri che dobbiamo percorrere per poterci divertire. Perchè è una delle gioie più grandi concesse. Divertirsi con loro, essere capito da un amico, la prima onda su corallo, dissetarsi, guadagnare un dollaro, poco altro. Tu sei in braccio alla nonna e io ti vorrei spiegare la tua storia, la leggenda dei bambini, ma non la so. E’ una storia difficile e magica. So che l’unica cosa che potrebbe avere un senso sia avere un bimbo. Ma non sono nemmeno sicuro che la nostra idea migliore sia riprodursi. Siamo così tanti e così egoisti, sporchiamo così tanto che mi sorgono dubbi. Eppure il nostro essere profondo, quella nostra parte di cervello che ci comanda senza chiedere pareri, non quella (simpatica/parasimpatica) che ci permette di respirare, che non ci facciamo caso, ma lo stai facendo. Quella che fa battere il cuore. Quella non la controlli. Quella parte li spinge verso il sesso. Che ha molto a che fare con il divertirsi. Non sono nemmeno sicuro sia l’atto in se, che può essere magnifico come la festa della birra o squallido come la settimana della moda. Bello come una torta appena fatta o brutto come questo mio ultimo paragone. Credo sia più l’essere nudi, vuoti e vicini. La sensazione di poter svelare tutti i tuoi segreti al tuo nemico, come se fosse un tuo amico. Credo proprio che la cosa più bella del sesso sia la resa, umile, e felice; la resa di entrambi. Due stati forti e bellissimi, convinti della propria superiorità, armati fino ai denti, li a sventrarsi e poi un giorno si arrendono, si guardano e smettano, quello è il sesso. Lottare e poi testa bassa, lottare e poi basta.

Ancora

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