dalla Mia vita senza_ fine

By: sunoversea39@gmail.com

Nov 29 2014

Category: Uncategorized

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Aperture:f/2.2
Focal Length:4.12mm
ISO:32
Shutter:1/3731 sec
Camera:

Fine

La fine quando inizia, quando inizia la fine te lo dice la coscienza e Zeno non c’entra. Te lo sussurra mentre il resto urla.
La cosa davvero brutta della fine è quando inizia. E’ come se di colpo realizzassi che è davvero più importante il futuro del passato. E’ inquietante come quelle persone forzatamente gentili, troppo gentili. Di colpo passato e futuro se la prendono con il presente e lo isolano, non gli passano la palla. Così lui ha due scelte: o se ne fotte e se la prende, si diverte e fa i numeri oppure se ne sta come una boa ancorata al suolo e non gioca più. Il passato diventa un amalgama acida di bello e brutto. I ricordi si accalcano, sgusciano, strisciano, esplodono e tu non ci vorresti far caso. Il futuro ti guarda e non ha alcuna espressione sul volto. A supervisionare c’è la solita vocina, lei già sa. La strega, ma si fa fatica ad ascoltare una donna con un occhio di vetro. Serri gli occhi, turi il naso, urli e inizi a corre qua e la; una farfallina di 90kg impazzita. Non risolvi gran che ma volare è divertente, mentre riposi in centro alla carreggiata meno, ma non ti dispiace lo spostamento d’aria di chi ti sfreccia accanto. Quando vorresti sbirciare avanti, il dietro ti succhia. Il passato diventa una meraviglia tragica e il futuro assomiglia tantissimo ad una serata in discoteca. La sensazione di essersi divertiti tantissimo, ma per ricordo solo dettagli. L’insieme non sembra avere importanza. In definitiva la fine è piuttosto faticosa. In una relazione, esclusa la prole, l’unica responsabilità vera dovrebbe essere la felicità reciproca. Ce ne dimentichiamo. Attribuiamo all’amore responsabilità che non ha. L’amore è un bene plus quid. E’ un bene forte e tendenzialmente cieco. Ma così potente fuori controlla si surriscalda, divora fusibili. Puoi dare responsabilità nella tua stalla, ma a cavallo pazzo è meglio di no, è il più potente ma anche quello meno controllabile. La disciplina che richiede l’amore è zingara non c’entra con i generali, è una disciplina cangiante. Evolvendo l’amore chiede altro. E’ fondamentale valutare se conviene. Il problema con l’amore è che non è unità, non è uno come la verità. E’ più come la storia, sono tante, insieme, tutte, si intrecciano, convivono. La verità è una, non siamo pronti per la convivenza di più verità, ma siamo pronti per la convivenza di più storie. L’amore è una storia, composta da altre. La puoi terminare, ma se la puoi terminare per scelta, significa che la storia faceva acqua. Se proprio non vuoi terminarla anche se sai seriamente dovresti, allora sei debole. Se non lo sai proprio, sei confuso. Se stai soffrendo però smettila. Fa bene soffrire, ma come con la vodka: vacci, ma piano. Una bella storia d’amore o una brutta storia di droga, infinite possibilità nel mezzo.
Cammina

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